La Creazione, Versione “Sovietica”

Continua da Scuola Ebraica Clandestina a Tashkent
[Che cosa è Nel Profondo della Notte Sovietica?

Sia il rebbe [maestro. NDR] sia i bambini sapevano perfettamente che insegnare e studiare in un cheder era severamente proibito, ed erano preparati su cosa fare in caso di una visita inaspettata. Ciascun cheder aveva un posto segreto dove nascondere i libri ebraici e un posto dove venivano tenuti dei giocattoli da usare in caso di bisogno. Un giorno d’inverno un intelligente ragazzo di quattordici anni si accorse che ufficiali dell’NKVD si stavano avvicinando al palazzo: in un attimo le Ghemarà sparirono, il ragazzo trascinò un albero di tronchetto rinsecchito dall’angolo e, quando gli ufficiali entrarono nella stanza, trovarono una folla di bambini che spingevano Reb Zalman Leib verso un albero di tronchetto, prendendolo in giro e dicendo: “Guarda! Abbiamo trovato un Babbo Natale!”

“Vergognatevi!” li rimproverarono gli ufficiali, “non avete altro da fare che torturare un vecchio? Lasciatelo stare!”

Loro cessarono la recita, e gli ufficiali se ne andarono soddisfatti.

Una volta accadde che il Rav di Charkov e suo genero Reb Yaakov Friedman ci mandarono il figlio di un loro amico e vicino. Il giorno dopo il bambino portò con sé un amico. Qualche giorno dopo la nonna del secondo bambino, una donna proveniente dalla Polonia, venne e domandò a Reb Asher Zelig: “Il governo vi ha dato il permesso di insegnare il queste condizioni? Guardate questa stanza! È antigienica! E guardate! Questi testi sono vecchi e ammuffiti. È così che insegnate a dei bambini? Se non mi fate vedere la vostra licenza di insegnamento dovrò parlare di voi alle autorità.”

Reb Asher Zelig si impaurì e disse alla donna che avrebbe chiuso il cheder dopo pochi giorni comunque. Smise di insegnare e venne a parlare con me: “Temo che presto ci sarà una delazione su di noi!”

“Aspetta un attimo,” gli risposi, “sistemeremo le cose.”

Dissi a Reb Yaakov di dire ai genitori del suo vicino che il cheder era stato chiuso e di non mandare più i due ragazzi. Pochi giorni dopo riaprimmo e tenemmo aperto il cheder fino a quando i profughi ripartirono dopo la guerra.

Nel cheder c’era un giovane proveniente dalla Russia chiamato Kogan. Sua madre era cognata di Aaron Kaganovich, fratello di Lazar Kaganovich, uno dei principali consiglieri di Stalin. Suo marito era stato un famoso leader comunista, ma Stalin lo aveva brutalmente assassinato durante le purghe del 1938, e lei era scappata a Tashkent con suo figlio durante la guerra. Considerando le sue parentele, avevamo paura di ammettere suo figlio sedicenne nel nostro cheder, ma le nostre paure si rivelarono infondate: dopo che questa donna aveva visto come i suoi stessi fratelli e sua sorella non avevano fatto niente per salvare suo marito che era stato condannato ingiustamente, era divenuta amaramente delusa del comunismo.

Nel cheder suo figlio progredì rapidamente e raggiunse rapidamente il livello in cui avrebbe potuto studiare Ghemarà. A quel punto decise immediatamente di farsi circoncidere. Vedendolo in tali dolori dopo l’operazione, sua madre cominciò a piangere, ma lui le diede la mano e disse: “Di chi è la colpa del fatto che devo affrontare tutto questo adesso?”

Questo giovane continuò per molto tempo a studiare con Reb Zalman Leib.

Per verificare i progressi dei bambini, andavo spesso nei chadorim armato di un pacco di caramelle. Una volta visitai il cheder di via Sutzgorodok dove insegnava Reb Asher Zelig. Essendo il nipote dello tzaddik Reb Shmuel di Kaminka, Reb Asher conosceva molto bene il russo, il che era un considerevole vantaggio perché i bambini dai sei agli otto anni non sapevano l’yiddish. Aveva cominciato insegnando ai bambini l’alef-bet ed era andato avanti con lo studio del Chumash.

Chiesi ai bambini nella sua classe: “in quanti giorni Hashem ha creato il mondo?” “Sei!” risposero. “E quando si riposò?” “Il settimo giorno”. “Molto bene,” sorrisi. “E ora sapete dirmi cosa fu creato in ciascun giorno?”

Gli alunni cominciarono a contare sulle dita mentre recitavano: “Il lunedì Hashem ha creato il cielo e la terra e la luce; il martedì ha creato le acque…”

C’era qualcosa di sbagliato. Di domenica Hashem aveva creato il cielo e la terra, il lunedi le acque, etc. Avevano spostato in avanti il conto dei giorni di uno.

Allora chiesi loro: “E quando Hashem si è riposato da tutto il suo lavoro?” “Di domenica!”

Rimasi sconvolto: cosa avevano studiato quest bambini? Mi voltai verso l’insegnante. “Reb Asher” gli chiesi “che cosa hai fatto? Stai insegnando loro il cristianesimo? Che cosa sta succedendo qui?”

Presto capimmo cosa era successo. Siccome non aveva insegnato loro i nomi russi dei giorni della creazione, i bambini avevano immaginato che il primo giorno della creazione fosse il primo giorno della settimana in Russia, che è il lunedì. In Russia la domenica, giorno ufficiale di riposo, è considerato l’ultimo giorno della settimana.

Fui contento di aver scoperto questo errore, che avrebbe potuto restare in questi bambini per il resto della loro vita. Per tutto quel mese Reb Asher ripassò con loro i giorni della creazione in russo, parlando intanto con i ragazzi della santità dello Shabbat, e di come si deve cessare dal lavoro in quel giorno.

Stavo intanto lavorando anche su un altro fronte, facendo entrare i bambini nel patto del nostro antenato Abramo. Per molte generazioni il brit milà era stato una delle poche pratiche ebraiche a cui anche gli ebrei assimilati non avevano rinunciato, solo negli anni del terrore comunista questa mitzvà era stata abbandonata per l’ignoranza dell’ebraismo, la paura di essere accusati di attività antisovietiche e la difficoltà di trovare un mohel. Ora, però, che il Paese era occupato nello sforzo bellico, e la persecuzione religiosa era stata temporaneamente alleviata, vedemmo l’opportunità di correggere la situazione.

Alcuni individui che si occupavano della Comunità ed io cominciammo a istruire i profughi ebrei sull’importanza di questa mitzvà. Circoncidemmo decine di bambini.

Continua…

Tradotto da Yisrael (Rudi) Lichtner, che dedica il lavoro in memoria della sua Nonna, i suoi Zii e i suoi Cugini, zichronam livrakhah, che furono distrutti nella Shoa.

Progetto a cura di Rav Shalom Hazan

Capitoli precedenti: Il Lago Rosso, La Rivoluzione, Il Comunismo, La Yevsektsiya, Le Fabbriche, La Guerra Contro Le Yeshivòt, Discussione Talmudica con le Autorità, Stalin Uccide i Chassidìm, La Fabbrica di Mattoni, La Lotta Per lo Shabbàt, La Strage dei Kolkhoz, La Fuga del Rav, La Lotta per Sopravvivere, Miracolo Nel Cimitero, La distruzione delle Sinagoghe. L’ufficio di Leva, Il Censimento di Stalin, La Famiglia Friedman, Nozze, Gli Anni del Terrore, Le Purghe di Stalin, L’esecuzione dei miei cognati, La Persecuzione dei Chassidìm, Fuga dall’Orfanatrofio, L’Armata Rossa, Preghiera Clandestina, I Miracoli Continuano, Sopravvivenza in Uzbekistan, Furto Sul Treno, Occasione Mancata, Le Prime Notizie della Shoà, Salvi dall’Incendio, Scuola Ebraica Clandestina a Tashkent

© 2009 Shalom Hazan. Non è permesso riprodurre in alcun modo senza permesso per iscritto.

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