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Lotta per Sopravvivenza – Notte Sovietica 13

25 luglio, 2008
Continua da “La Fuga del Rav
[Che cosa è Nel Profondo della Notte Sovietica?]

La Lotta per Sopravvivere

Nel 1930 nel nostro villaggio c’erano ancora le sinagoghe, il mikvè, lo shochet e il mohel, ma era chiaro che quella situazione non sarebbe durata a lungo. La Yevsektsiya aveva messo l’occhio sulla sinagoga più grande, perché era l’unico immobile nel villaggio abbastanza grande per il “club dei lavoratori”. Ogni volta che richiedavano l’immobile agli ebrei osservanti del villaggio, noi rifiutavamo, anche solo per un uso occasionale. Come potevamo consegnarlo per uno scopo così sacrilego? All’epoca la legge prevedeva che una sinagoga non potesse essere espropriata se cinquanta capifamiglia osservanti firmavano che ne avevano bisogno.

A capo del partito comunista del villaggio c’era Batya, una donna ebrea. Lei era un’anomalia. Figlia di un operaio comune, era salita al potere grazie alla sua devozione intensa alla dottrina comunista. Lei era a capo del gruppo che aveva aiutato a distruggere i benestanti, e considerava suo dovere mettere in atto tutte le istruzioni [del partito]. Dall’altro canto essa rispettava suo padre, che era osservante, e sapeva bene che i religiosi non erano “nemici del popolo”, e neppure “capitalisti cattivi” che volevano distruggere l’ideale comunista.

(continua…)


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