Archive for novembre 2008

Strage al Centro Chabad di Mumbai

30 novembre, 2008

Rav Gavriel Noach e Rivka Holtzberg
Rav Gavriel Noach e Rivka Holtzberg
Roma, Italia – 30/11/2008 –
Chabad Lubavitch di Monteverde osserva un grave lutto per la perdita tragica della vita dei colleghi Rav Gavriel Noach e Rivka Holtzberg, brutalmente uccisi dai terroristi nel loro centro ebraico e casa in
Mumbai.
“Siamo rimasti scioccati dall’accaduto, dice Rav Shalom Hazan, direttore della filiale Chabad di Monteverde a Roma, Gabi era un amico e un compagno di studio nella Yeshivà (scuola rabbinica) a
Brooklyn”.
“Gabi e Rivky erano emissari dedicati del Rebbe, portando il suo messaggio di luce e bontà all’India. Hanno sacrificato il lusso di famiglia e convenienza, lui a New York e lei in Israele, per condividere la gioia dell’ebraismo con la comunità di Mumbai, i turisti e gli uomini d’affari che frequentevano il loro centro nel Nariman House.”
Gabi era il Mohel della comunità, nonché il Shochet che macellava ogni settimana 100 polli che Rivky poi puliva a casa per creare oltre 800 pasti a settimana (!).
Holtzberg era il rabbino della comunità, ufficiando matrimoni e funerali e fungendo da supporto morale e spirituale per centinaia di persone.”Ricordo bene la figura di Gabi alla Yeshivà, figura di un ragazzo perennemente sorridente – cosa che si può vedere sulle foto e i filmati pubblicizzati adesso su Internet. Gabi era uno studente modello molto erudito e con una memoria incredibile. Avrebbe potuto molto facilmente entrare nella facoltà di una Yeshivà in Israele o negli Stati Uniti, ma ha deciso invece di contribuire al popolo ebraico in una maniera molto più difficile.
“Ci siamo visti a Giugno, essendoci trovati entrambi a New York per osservare la ricorrenza dell’anno della morte del Rebbe, e abbiamo parlato delle condizioni del suo santo lavoro a Mumbai.”
Il piccolo Moishele, eroicamente portato in salvo dalla colf, Sandra, andrà con i nonni in Israele.
“L’intera comunità globale degli emissari Lubavitch adotta questo babmino che sabato ha compiuto due anni,” ha detto Rav Shalom. “Tutte le nostre case saranno la sua, e saremo tutti coinvolti  nell’assicurarlo un futuro con il massimo delle possibilità”.

E Adesso?

Un momento come questo ci ricorda quali sono le cose importanti della vita, specie in un momento oscuro quando i valori di luce e bontà sono fortemente minacciati. L’oscurità si può lottare solamente con la luce.

Illuminiamo quindi il mondo con ulteriori atti di bontà, di Mitzvòt e di Torà. Si può anche contribuire al fondo istituito per la ricostruzione del Centro Chabad a Mumbai, su http://www.chabadindia.org.

Il Rabbino Capo di Roma, Rav S. Riccardo Di Segni, ha offerto al movimento Chabad-Lubavitch di ospitare una cerimonia commemorativa nel Tempio di Roma. La data è ancora da stabilire e sarà comunicata al più presto.

Voglia di Rivelazione

13 novembre, 2008

In questa Parashà la Torà ci fa conoscere il volto nuovo di Avrahàm; l’Avrahàm post-milà.

Tutte le mitzvòt sono degli strumenti che legano l’ebreo al Creatore, e ogni mitzvà particolare esprime un’altro aspetto di questo legame.

La mitzvà della milà ha un significato specifico inerente ad essa, chiaramente, ma racchiude anche un aspetto più vasto poiché la milà è un patto (berìt) rappresentativo del messaggio dell’ebraismo in generale.

È un principio di base nell’ebraismo che la spiritualità non sia limitata alle sfere elevate e astratte dell’esistenza. I principi della Torà devono essere tangibili e evidenti nella vita e sul corpo dell’uomo.

In aggiunta, il nostro scopo è quello di rendere il mondo materiale sensibile e aperto al Divino. Questo avviene forse nel modo più convincente nella mitzvà di milà, nella quale la spiritualità associata ad una mitzvà diventa imprimata permanentemente nel corpo umano.

A questo punto possiamo capire perchè la Parashà si chiama “Vayerà”, ossia “D-o gli apparve [ad Avrahàm]”: gli eventi che leggiamo nella Parashà descrivono una nuova era nella vita di Avrahàm, un’era nella quale anche il suo corpo fisico diventa uno strumento del Divino attraverso il patto della milà.

Qual è la lezione che si può trarre da questo evento?
Come discendenti di Avrahàm, la presenza di D-o è sempre sentita e apparente nella nostra vita, cosa che trova riscontro anche nel gesto naturale di un bambino di baciare il Sefer o la Mezuzà.

Quando leggiamo nella Torà che D-o apparve ad Avrahàm, dobbiamo quindi essere coscienti del fatto che D-o si rivela anche a noi. L’unica differenza è che ad Avrahàm fu data la possiblità di vedere questa rivelazione con i propri occhi.

Ma come nipoti di Avrahàm non dovremmo essere soddisfatti da una presenza Divina nascosta. Ognuno può chiedere, “perché D-o si è rivelato ad Avrahàm e non a me?” Ed è la richiesta stessa che può diventare la base di un legame più profondo.

Basato sulle opere del Rebbe di Lubavitch, זי“ע
adattato da rav Shalom Hazan