Messaggio di Shavu’ot

Cari amici,

Colgo l’occasione per augurarvi Hag Sameach! In questa nostra “stagione di ricezione della Torà” ci auguriamo di realmente riaccettare ciò che D-o ci ha dato in mano e quindi ciò che già ci appartiene.

Che questa festa sia un’ulteriore opportunità per renderci conto della ricchezza che è di nostra proprietà da 3.321 anni!

A presto,

Rav Shalom Hazan

—-

Appuntamento al Tempio
Orari delle Tefillòt per Shavu’òt, 28-31 maggio:

giovedì sera: 20,00
venerdì mattina: 9,30
venerdì sera: 20,00
Shabbàt mattina: 9,30
Shabbàt sera: 20,15

Programma speciale:
I bambini avranno un programma speciale con giochi e premi svolto dalla morà Chani e la morà Karen dalle 10,30 di venerdì mattina, per poi partecipare alla lettura dei Dieci Comandamenti e il dono della Torà. Seguirà anche la berachà dei bambini.

Dopo la Tefillà gran kiddush a base di latte con tanto di gelato!

Il Kiddush è del primo giorno è offerto dalla famiglia Hazan.
Il Kiddush è del secondo giorno è offerto dalla famiglia Soliani.

Hazzak!

Per offrire i prossimi Kiddush contatta Rav Shalom, grazie!

La Torà: Pace e Unità

Parlando del dono della Torà il Talmùd dice: “benedetto sia D-o che ha dato una triplice Torà a un triplice popolo, tramite un nato terzo nel terzo giorno del terzo mese” (TB Shabbàt 88a).

Ossia, la Torà include il Pentateuco, i Profeti e gli Agiografi, il popolo è diviso in tre: kohanim, leviti e israeliti. Moshè era il terzo figlio, dopo Miriam e Aharon. Il dono della Torà accadde nel terzo mese (Sivàn) al terzo giorno dalla interruzione di relazioni coniugali come preparazione al dono della Torà.

È chiaro che al numero tre viene attribuita una grande importanza. Per quale motivo?

Il numero tre è quello che simbolizza la possibilità di fare pace. Poiché quando c’è solo uno, che sia persona o idea, non ci sono dubbi né discussioni. Mentre quando esiste il due è chiaro che c’è un contrasto perchè non sono uguali (se fossero uguali sarebbero considerati “uno”). Quando vi è un “terzo” vuol dire che sia aggiunge qualcosa che i primi due non avevano.

Lo scopo del terzo quindi è quello di creare un compromesso tra i due precedenti per arrivare a fare pace. Ma la pace del terzo non è semplicemente una decisione di accettare uno dei due e scartare l’latro.

Una delle regole per lo studio della Torà è che quando ci sono due versetti che si contraddicono si trova un terzo che risolve il problema. Questo terzo non annulla nessuno dei due versetti-fanno parte della Torà!-ma ci illumina sulla spiegazione profonda dei versetti in modo che non c’è più contradizione.

La terza opinione decisiva è una nuova opinione più profonda con la quale possono essere d’accordo anche le due opinioni precedenti.

Un esempio dalla nostra vita: Abbiamo due “opinioni” dentro di noi, l’inclinazione verso il bene e quella verso il male. La terza forza, quella della risoluzione e la decisione, riconosce la raison-d’être profonda di tutti e due i punti di vista.

Il vero scopo dell’inclinazione verso il male non è di fare sbagliare l’uomo ma di metterlo alla prova in modo che possa scegliere il bene nonostante le tentazioni al contrario. Quindi le due inclinazioni del uomo hanno lo stesso scopo: portarlo a fare del bene e a portare una vera unità dentro di sé e nell’ambiente nel quale si trova.

di rav Shalom Hazan
Basato sulle opere del Rebbe di Lubavitch זי“ע

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