L’Otto Vincente

Chanucchiòt mobili a Manhattan…e una a Parigi

paris

Carino il gioco di parole…si tratta appunto del numero otto e non del lotto…

Questo sabato, l’ottavo giorno di Chanuccà, è conosciuto nella letteratura rabbinica con il nome “Zot Chanuccà” che si traduce con “questa è Chanuccà”. Traduzione letterale ma non chiara e insufficiente… che cosa vuol dire?

Ebbene, come per tutte le cose, vi è una spiegazione semplice ed altre più profonde.

Durante i giorni di Chanuccà si legge il brano della Torà nominato “Chanuccàt haMizbeach”, ossia quello che descrive le offerte dei capitribù fatte nel momento della dedica dell’altare e del Tabernacolo (chanuccà significa inaugurazione e dedica).

Visto che i maccabei liberarono e ridedicarono il Santuario, i Maestri hanno deciso che questa è la lettura più adatta per questi giorni.

L’ottavo ed ultimo giorno di Chanuccà ha una lettura che inizia con le parole “Zot Chanuccàt hamizbeach…”, ossia “questo è [il reso conto] della dedica dell’altare”… e si procede ad elencare tutte le offerte effettuate durante quei giorni.

Questo è quindi il semplice motivo per il quale ci si riferisce a questo ultimo giorno di Chanuccà con il nome “zot Chanuccà”.

Cerchiamo di approfondirne un po’ il significato. Il numero otto, secondo la mistica, rappresenta ciò che è nascosto, ciò che non è visibile all’occhio perché trascende i limiti della natura. Perché proprio il numero otto? Semplice! Il ciclo della creazione e dell’esistenza, quindi dei limiti, è rappresentato dal numero sette (il ciclo della settimana che deriva dai sette giorni di creazione-riposo che tutti i popoli conoscono e rispettano).

La parola “zot” (questa) indica piuttosto ciò che è visible e quindi indicabile.

Arrivati all’ottavo giorno di Chanuccà, al culmine del miracolo, si vive una situazione positivamente paradossale: Si tratta di un miracolo che trascende i limiti della natura ma al tempo stesso è vissuto ed è visibile a tutti. “Zot” – possiamo indicare il miracolo, svelare ciò che normalmente rimane celato.

La stessa parola, “zot”, indica anche il patto della Milà (“zot beritì”) che si effettua l’ottavo giorno dalla nascita… anche qui si tratta di un patto che trascende l’esperienza conscia umana e la logica, per arrivare ad un legame che esiste sempre e nonostante qualuqnue ostacolo cerchi di distruggerlo.

Ci sarebbe ancora da approfondire ma per ora vi auguro un buon “Zot Chanuccà”!

Di rav Shalom Hazan


Cari Amici,

Che settimana piena di attività abbiamo passato!

La tradizionale mega-accensione della Chanucchià gigante in Piazza Barberini è stata un grande successo nonostante la pioggia. Con la presenza del Sindaco di Roma e centinaia di persone che cantavano Hanerot Hallalu è stato anche un momento di grande ispirazione. Clicca qui per leggere un’articolo e vedere un filmino e le fotografie.

Chanuccà al Parco Morelli è stato festeggiato nonostante anche qui, di lunedì, ci fosse una pioggia e un freddo che molti hanno preso in considerazione rimanendo a casa ma per i pochi che sono accorsi alla festa c’è stato un gran divertimento! Le giostre, i sevivonìm fatti con i CD (incuriositi?), la chanucchià grande e i regali…

Mercoledì abbiamo festeggiato la nascita di Leah, che porta il nome della bisnonna Leah Chazan (madre di rav Yitzhak). Il nonno ha descritto un po’ del grande sacrificio della madre nel crescere una famiglia osservante delle Mitzvòt nella Russia comunista. Si è augurato che la piccola Leah cresca in questo spirito e sia degna del nome che porta.

Adesso guardiamo un po’ in avanti verso la prossima settimana…

Il Tempio Colli Portuensi, il Circolo Ricreativo Le Palme e l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma presentano:

palmeassessorato

“Gli Ebrei a Roma – Una Storia Lunga 2000 Anni”

Due serate dedicate a questo tema si svolgeranno al Tempio dei Colli Portuensi il 22 e il 23 dicembre alle ore 20,30.

Il 22 dicembre avremo l’onore di ospitare il Circolo Ricreativo Le Palme che si esibirà con delle scenette umoristiche in Giudaico Romanesco.

“Robba de Piazza” – Alcune scene del lavoro teatrale a cura del prof. Alberto Pavoncello.

La sera del 23 dicembre si presenteranno dei brevi interventi sul tema della presenza millennaria degli ebrei a Roma.

Interverranno:

On. Federico ROCCA – Consigliere del Comune di Roma

Dott. Sergio TERRACINA – Professore ed Architetto
“Sinagoghe a Roma: dalle “cinque scole” al “Tempio maggiore”

Dott. Raffaele PACE – presidente Ebraismo e Dintorni
“Dal ghetto alla città”

Rav Shalom HAZAN – rabbino e direttore Ass. Centro Ebraico di Monteverde
“L’ebraismo romano antico sotto la lente internazionale”

Speriamo di vedervi!

Shabbat Shalom e buona fine di Chanuccà!
Rav Shalom e Chani Hazan

Sintesi della Parashà

Miketz

Genesi 41,1-44,17

La prigionia di Yosèf termina quando il Faraone sogna sette mucche grasse che vengono divorate da sette mucche magre e sette covoni di grano grassi che vengono ingoiati da sette covoni magri.

Yosèf interpreta i sogni spiegando che ci saranno sette anni di abbondanza seguiti da altrettanti Egli sposa Osnat, figlia adottiva di Potifar, con la quale ha due figli, Menashé ed Efraim.

Dieci dei fratelli di Yosèf vengono in Egitto per procurare grano, il minore, Binyamín, rimane col padre che teme per la sua incolumità. Yosèf riconosce i fratelli senza essere riconosciuto e li accusa di spionaggio, imprigionando Shimon come ostaggio e insistendo che portino Binyamìn in Egitto.

Ya’acòv permette al figlio minore di partire solo dopo che Yehudà ne assume la responsabilità. I fratelli vengono accolti gentilmente da Yosèf che li invita a mangiare con lui. Egli fa mettere una sua coppa nella sacca di Binyamìn che di conseguenza viene arrestato. Yosèf offre di lasciare i fratelli liberi tranne Binyamìn che dovrà rimanere come suo schiavo.

Tratto dal sito chabad.org, traduzione di Chani Benjaminson per chabadroma.org e pensieriditora.it

Chabad Lubavitch di Monteverde
18 dicembre 2009 – 1 Tevet 5770

Cari Amici,

Che settimana piena di attività abbiamo passato!

La tradizionale mega-accensione della Chanucchià gigante in Piazza Barberini è stata un grande successo nonostante la pioggia. Con la presenza del Sindaco di Roma e centinaia di persone che cantavano Hanerot Hallalu è stato anche un momento di grande ispirazione. Clicca qui per leggere un’articolo e vedere un filmino e le fotografie.

Chanuccà al Parco Morelli è stato festeggiato nonostante anche qui, di lunedì, ci fosse una pioggia e un freddo che molti hanno preso in considerazione rimanendo a casa ma per i pochi che sono accorsi alla festa c’è stato un gran divertimento! Le giostre, i sevivonìm fatti con i CD (incuriositi?), la chanucchià grande e i regali…

Mercoledì abbiamo festeggiato la nascita di Leah, che porta il nome della bisnonna Leah Chazan (madre di rav Yitzhak). Il nonno ha descritto un po’ del grande sacrificio della madre nel crescere una famiglia osservante delle Mitzvòt nella Russia comunista. Si è augurato che la piccola Leah cresca in questo spirito e sia degna del nome che porta.

Adesso guardiamo un po’ in avanti verso la prossima settimana…

Il Tempio Colli Portuensi, il Circolo Ricreativo Le Palme e l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma presentano:

palmeassessorato

“Gli Ebrei a Roma – Una Storia Lunga 2000 Anni”

Due serate dedicate a questo tema si svolgeranno al Tempio dei Colli Portuensi il 22 e il 23 dicembre alle ore 20,30.

Il 22 dicembre avremo l’onore di ospitare il Circolo Ricreativo Le Palme che si esibirà con delle scenette umoristiche in Giudaico Romanesco.

“Robba de Piazza” – Alcune scene del lavoro teatrale a cura del prof. Alberto Pavoncello.

La sera del 23 dicembre si presenteranno dei brevi interventi sul tema della presenza millennaria degli ebrei a Roma.

Interverranno:

On. Federico ROCCA – Consigliere del Comune di Roma

Dott. Sergio TERRACINA – Professore ed Architetto

Sinagoghe a Roma: dalle “cinque scole” al “Tempio maggiore

Dott. Raffaele PACE – presidente Ebraismo e Dintorni

Dal ghetto alla città

Rav Shalom HAZAN – rabbino e direttore Ass. Centro Ebraico di Monteverde

L’ebraismo romano antico sotto la lente internazionale

Speriamo di vedervi!

Shabbat Shalom e buona fine di Chanuccà!

Rav Shalom e Chani Hazan

Shabbàt al Tempio

Orari delle Tefillòt per Shabbàt 4-5 dicembre:

11 dicembre venerdì sera: 16,20

12 dicembre shabbàt mattina: 09,30

12 dicembre shabbàt pomeriggio: 16,15

Il Kiddush è offerto dalla famiglia Sabatello in onore della laurea di David Di Veroli
Hazzak!

Per offrire il Kiddush delle prossime settimane gentilmente contattare rav Shalom al 3927785792 o rispondendo a questa mail!
Grazie!


Gli incontri della settimana

mini-lezione 1:

venerdì sera tra Minchà e ‘Arvìt: lezione di Halachà

mini-lezione 2:

Shabbàt mattina prima della Tefillà lezione sul significato delle preghiere

Shabbàt pomeriggio dopo minchà:

lezione con rav Bahbout che parlerà della difficoltà provata dai fratelli di Yossef nel giustificarsi per il “furto” della sua coppa…

martedì 22 dicembre ore 20,30: Scenette in Giudaico Romanesco, Le Palme – vedi sopra

mercoledì 23 dicembre ore 20,30: “Gli Ebrei a Roma – Storia Lunga 2000 Anni” – vedi sopra

L’Otto Vincente

Carino il gioco di parole…si tratta appunto del numero otto e non del lotto…

Questo sabato, l’ottavo giorno di Chanuccà, è conosciuto nella letteratura rabbinica con il nome “Zot Chanuccà” che si traduce con “questa è Chanuccà”. Traduzione letterale ma non chiara e insufficiente… che cosa vuol dire?

Ebbene, come per tutte le cose, vi è una spiegazione semplice ed altre più profonde.

Durante i giorni di Chanuccà si legge il brano della Torà nominato “Chanuccàt haMizbeach”, ossia quello che descrive le offerte dei capitribù fatte nel momento della dedica dell’altare e del Tabernacolo (chanuccà significa inaugurazione e dedica).

Visto che i maccabei liberarono e ridedicarono il Santuario, i Maestri hanno deciso che questa è la lettura più adatta per questi giorni.

L’ottavo ed ultimo giorno di Chanuccà ha una lettura che inizia con le parole “Zot Chanuccàt hamizbeach…”, ossia “questo è [il reso conto] della dedica dell’altare”… e si procede ad elencare tutte le offerte effettuate durante quei giorni.

Questo è quindi il semplice motivo per il quale ci si riferisce a questo ultimo giorno di Chanuccà con il nome “zot Chanuccà”.

Cerchiamo di approfondirne un po’ il significato. Il numero otto, secondo la mistica, rappresenta ciò che è nascosto, ciò che non è visibile all’occhio perché trascende i limiti della natura. Perché proprio il numero otto? Semplice! Il ciclo della creazione e dell’esistenza, quindi dei limiti, è rappresentato dal numero sette (il ciclo della settimana che deriva dai sette giorni di creazione-riposo che tutti i popoli conoscono e rispettano).

La parola “zot” (questa) indica piuttosto ciò che è visible e quindi indicabile.

Arrivati all’ottavo giorno di Chanuccà, al culmine del miracolo, si vive una situazione positivamente paradossale: Si tratta di un miracolo che trascende i limiti della natura ma al tempo stesso è vissuto ed è visibile a tutti. “Zot” – possiamo indicare il miracolo, svelare ciò che normalmente rimane celato.

La stessa parola, “zot”, indica anche il patto della Milà (“zot beritì”) che si effettua l’ottavo giorno dalla nascita… anche qui si tratta di un patto che trascende l’esperienza conscia umana e la logica, per arrivare ad un legame che esiste sempre e nonostante qualuqnue ostacolo cerchi di distruggerlo.

Ci sarebbe ancora da approfondire ma per ora vi auguro un buon “Zot Chanuccà”!

Di rav Shalom Hazan

Sintesi della Parashà

Miketz

Genesi 41,1-44,17

La prigionia di Yosèf termina quando il Faraone sogna sette mucche grasse che vengono divorate da sette mucche magre e sette covoni di grano grassi che vengono ingoiati da sette covoni magri.

Yosèf interpreta i sogni spiegando che ci saranno sette anni di abbondanza seguiti da altrettanti Egli sposa Osnat, figlia adottiva di Potifar, con la quale ha due figli, Menashé ed Efraim.

Dieci dei fratelli di Yosèf vengono in Egitto per procurare grano, il minore, Binyamín, rimane col padre che teme per la sua incolumità. Yosèf riconosce i fratelli senza essere riconosciuto e li accusa di spionaggio, imprigionando Shimon come ostaggio e insistendo che portino Binyamìn in Egitto.

Ya’acòv permette al figlio minore di partire solo dopo che Yehudà ne assume la responsabilità. I fratelli vengono accolti gentilmente da Yosèf che li invita a mangiare con lui. Egli fa mettere una sua coppa nella sacca di Binyamìn che di conseguenza viene arrestato. Yosèf offre di lasciare i fratelli liberi tranne Binyamìn che dovrà rimanere come suo schiavo.

Tratto dal sito chabad.org, traduzione di Chani Benjaminson per chabadroma.org e pensieriditora.it

Chanucchiòt mobili a Manhattan…e una a Parigi

paris

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