Idolatria Moderna

Cari amici,

Questo Shabbàt si leggerà il racconto del dono della Torà e la pronuncia dei Dieci Comandamenti. Lo leggiamo però non come racconto dell’accaduto ma come documento vivo e rilevante.

Vi auguriamo quindi una buona ricezione della Torà!

Shabbat Shalom
Rav Shalom e Chani
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Idolatria Moderna

Per noi moderni l’antico mondo pagano spesso sembra primitivo, oscuro e del tutto privo di autentica intellettualità.

In realtà, i sacerdoti idolatri non erano degli sciocchi ma degli intellettuali che trascorrevano la vita ad approfondire la loro conoscenza delle sfere elevate dell’esistenza.

Uno dei sacerdoti di maggior spicco dell’epoca era Yitrò, suocero di Moshè. Di lui fu detto che non aveva trascurato alcun culto idolatra; li prestò tutti, dando prova di una mentalità aperta in maniera sorprendente.

L’abbandono dell’idolatria da parte sua, accompagnato dal viaggio nel deserto per prestare culto a D-o assieme al popolo ebraico, fu una scelta ben pensata, frutto di una decisione presa con la massima serietà.

La Kabalà insegna che esiste un elemento sottile di “idolatria” in ogni mitzvà compiuta con un motivo ulteriore alla mitzvà stessa.

L’idolatra vero e proprio serve un’entità estranea a quella di D-o e la mitzvà eseguita senza la giusta intenzione è un atto che ha come motivazione qualcosa che va oltre la volontà di D-o.

È chiaro che il paragone è molto delicato: anche una mitzvà fatta per le ragioni sbagliate o come frutto dell’abitudine è sempre una mitzvà, un’opera positiva; rimane tuttavia vero che il secondo fine che accompagna la mitzvà le conferisce un pizzico di “sapore” idolatra.

Ciò non significa che si dovrebbe evitare di fare mitzvòt nel caso in cui l’intenzione non sia completamente pura.

Siamo sempre tenuti ad osservarle – anche senza l’intenzione perfetta – poiché è comunque un primo passo verso l’esecuzione nella maniera ideale (Talmùd Pessachìm 50b).

Per riconoscere e servire D-o, Yitrò impiegò lo stesso intelletto che in precedenza aveva adoperato per studiare e servire altri dèi. Questo atto di teshuvà (ritorno, pentimento) trasformò anche il suo passato in positivo perché ora lo stesso intelletto con tutto ciò che era il suo passato, serviva il Sign-re.

Analogamente, quando si esegue una mitzvà con l’intenzione pura anche le mitzvòt precedenti vengono liberate di quel “sapore di idolatria” per pregnarsi completamente di santità.

Basato sulle opere del Rebbe di Lubavitch
adattato da rav Shalom Hazan

2 Risposte to “Idolatria Moderna”

  1. robertatedesco2@libero.it Says:

    la domanda che mi sono posta è questa e vi sarei davvero grata se poteste aiutarmi con una spiegazione: perche’ viene ripetuto cosi tante volte “suocero di Mosè” quando si nomina Ytro in questa parasha? Praticamente non c’è mail il nome da solo anche dopo che è stato “presentato” poche righe prima.
    grazie tante, Roberta

  2. ravblog Says:

    Roberta, buona domanda! Per ora vediamo se qualcuno tra i lettori possa dare qualche spunto di spiegazione…

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