Archive for the ‘Miscellaneous’ Category

Il Miracolo della Torà Ritrovata

30 luglio, 2010

Foto della Settimana
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Una Torà antica di origine persiana, ritrovata dai nipoti dello scriba che lo scrisse due secoli fa e dedicata al Tempio Chabad Lubavitch di Port Washington, New York.

Nuovo Sefer in Vietnam

2 luglio, 2010
Foto della Settimana

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Il Tempio del centro Chabad-Lubavitch di Ho Chi Minh City nel Vietnam festeggia un nuovo Sefer Torà donato dalla famiglia Shadlov in memoria dei genitori vittime delle Shoà

Video Matzòt Artigianali

12 marzo, 2010

Cari Amici,

Mentre tutto il popolo ebraico si prepara per Pesach, i rappresentanti del movimento Lubavitch, nelle quattromila sedi sparse in tutto il mondo, cercano di distribuire la Matzà Shemurà a un numero ancora più elevato di correligionari.

“Shemurà” (o come si chiamano a Roma, “Shimurìm”) significa “sorvegliata” e “protetta”. La Torà ci comanda di fare attenzione alle matzòt (Esodo 12, 17).

Secondo il Talmùd ciò vuol dire che il grano deve essere meticolosamente sorvegliato e protetto da ogni contatto con l’acqua fin dal momento della mietitura, poiché l’acqua potrebbe causare la lievitazione, rendendo il prodotto non adatto all’uso durante Pesach.

Queste matzòt sono di forma rotonda, impastate e modellate a mano. Vengono cotte sotto una stretta supervisione rabbinica, per evitare ogni possibilità di lievitazione durante il processo di cottura.
Lo Zohar, principale testo della Caballà, attribuisce alla matzà shemurà delle energie spirituali che fanno di essa “il cibo della fede” e “il cibo della guarigione”. Cioè la matzà ha un’effetto sia sul corpo che sullo spirito.

matza

È per questo che il Rebbe di Lubavitch ogni anno ci ricordava dell’importanza della distribuzione della matzà shemurà a ogni ebreo.
Grazie alla generosità di Angelo Calò sono disponibili dei pacchi di tre matzòt shemuròt per il Seder per voi e la vostra famiglia. Facendo la vostra libera offerta che sarà divisa tra il Tempio dei Colli Portuensi e la Yeshivà di rav Cohen in Israele, potrete portare al vostro Seder queste matzòt artigianali.
Shabbat Shalom!

(Si noti che dato il trasporto e la fragilità di queste azzime non si garantisce che siano intere. Nel caso non fossero intere si consiglia quindi di fare il Seder con tre matzòt intere “normali” e distribuire a tutti i partecipanti un pezzo di matzà Shemurà da unire all’altra e da mangiare al momento della benedizione della Maztà).

Shabbat Shalom e buoni preparativi a tutti!

Rav Shalom Hazan

P.S. Si ricorda a tutti di effettuare la vendita del Hametz presso il proprio rav (se non ci fosse questa possibilità è anche possibile effettuarla via internet cliccando qui). Vuoi sapere cosa è la vendita del Hametz e perché si fa? Clicca….

Si possono effettuare le donazioni per le spese di Pesach con destinazione a bisognosi o per sostenere le attività cliccando il bottone ‘donazione’ a sinistra o attraverso bonifico al IT 05 Z 01030 03242 000000263684

Video Matzòt Artigianali

Clicca qui per vedere un filmino che riprende l’intero processo della preparazione delle Matzòt Shemuròt (Shimurìm)

video link

Disabili o Speciali?

8 gennaio, 2010

Cari Amici,

Dopo la pausa invernale riprende l’attività della ludoteca Gan Rivkà.

Bentornati a tutti quanti!

fran

Questa settimana si inizia a leggere ed a studiare il libro di Shemòt – Esodo.

Si racconta che una volta una persona fu arrestata e messa in galera. Rimase lì per molti anni in assoluta solitudine. Sembrava che non ci fossero più gli ufficiali del carcere, che fossero andati via lasciandolo solo.

Un giorno passa una persona anziana e dalla finestra intravede la presenza dell’uomo carcerato. Cosa fai qui? gli chiede l’anziano. “Sono stato arrestato e sembra tutti si siano dimenticati di me”. La persona anziana si avvia verso la porta dicendo “ma hai provato ad aprire?” Con la mano gira la maniglia della porta che si apre tranquillamente…

Come dire, a volte la piccola redenzione che cerchiamo già c’è, basta rendersi conto…

Shabbat Shalom!
Rav Shalom e Chani Hazan

Shabbàt al Tempio

Orari delle Tefillòt per Shabbàt 8-9 gennaio:

8 gennaio venerdì sera: 16,35
9 gennaio shabbàt mattina: 09,30
9 gennaio shabbàt pomeriggio: 16,30
Il kiddush di questo Shabbàt è offerto dalla famiglia Aron e Rosi Zanzuri. Hazzak!

Gli incontri della settimana

mini-lezione 1: venerdì sera tra Minchà e ‘Arvìt: lezione di Halachà
mini-lezione 2: Shabbàt mattina prima della Tefillà lezione sul significato delle preghiere

Shabbàt pomeriggio dopo minchà: lezione con rav Bahbout
domenica 10/01: Come leggere il Séfer ore 20,30
martedì 12/01: Tanya e Talmud ore 20,00 (per uomini)
mercoledì 13/01: “Prima di poter gestire la vita, la devi capire” . . . Un approfondimento sui concetti di ‘vita’ e ‘esistenza’ore 20,30 (uomini e donne)

Video della settimana

Nel 1976 i giochi paralimpici (l’equivalente dei giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche o intellettive) ebbero luogo a Toronto nel Canada. Vi parteciparono un centinaio di atleti israeliani, molti dei quali furono feriti in guerra per la difesa della terra d’Israele.
Approfittando del viaggio in Nord America, il gruppo si recò a New York per incontrare il Rebbe di Lubavitch.
Nel suo discorso il Rebbe sollevò l’idea che i termini “handicappati” o “disabili” non fosse corretto e che un termine “speciale” o “eccezionale” sarebbe più coerente. Colui che ha perso la facoltà fisica di un arto o una parte del corpo, riceve delle altre capacità, anche spirituali, che gli consentono di vivere una vita completa e piena. (Si tratta del 1976, quando ancora non erano di modo i termini ‘politicamente corretti’…)

Clicca la foto per vedere l’incontro (sottotitoli in inglese):

mezuyanim

Clicca qui per leggere la storia dalla prospettiva di una delle persone “speciali” presenti. “Il Rebbe disse grazie” (in inglese)

Sintesi della Parashà
Shemòt

I figli d’Israele si moltiplicano in Egitto. Il Faraone ordina alle ostetriche ebree, Shifrà e Puà, di uccidere tutti i neonati maschi. Vedendo che esse non gli obbediscono egli ordina agli egiziani di gettare i neonati ebrei nel Nilo.

Yocheved, figlia di Levì, e il marito Amràm, hanno un figlio che viene messo in una cesta impermeabile nel fiume mentre la sorella maggiore, Miriàm, lo sorveglia dalla riva. La figlia del Faraone trova il neonato, lo porta a casa e lo cresce come suo figlio chiamandolo Moshè.

Moshè cresce e inizia ad uscire dal palazzo dove scopre le sofferenze del suo popolo. Vedendo un egiziano picchiare fortemente un ebreo lo uccide. Il giorno dopo vede due ebrei coinvolti in una lite, quando li ammonisce essi lo accusano dell’uccisione dell’egiziano il giorno prima, Moshè per paura di essere condannato, è obbligato a fuggire a Midiàn. Lì aiuta le figlie di Yitrò scacciate dal pozzo dai pastori, sposa la figlia maggiore, Tziporà, e diventa pastore del gregge di suo suocero.

Il Sign-re si rivela a Moshè in un cespuglio rovente ai piedi del Monte Sinai dove gli ordina di andare dal Faraone dicendogli:  “lascia andare il Mio popolo, affinché essi Mi possano servire”. Aharòn, il fratello di Moshè, fungerà da suo portavoce. In Egitto,

Moshè e Aharòn radunano i saggi dei Figli d’Israele per dirgli che è giunto il momento della loro redenzione. Essi hanno fiducia nelle parole di Moshè ma il Faraone rifiuta di lasciarli andare incrementando le sofferenze dei Figli d’Israele.

Moshè rivolge una protesta al Sign-re, “Come mai hai fatto male al Tuo popolo?” Il Sign-re lo assicura che la redenzione è alle porte.

Tratto dal sito chabad.org, traduzione di Chani Benjaminson per chabadroma.org e pensieriditora.it

L’Otto Vincente

18 dicembre, 2009

Chanucchiòt mobili a Manhattan…e una a Parigi

paris

Carino il gioco di parole…si tratta appunto del numero otto e non del lotto…

Questo sabato, l’ottavo giorno di Chanuccà, è conosciuto nella letteratura rabbinica con il nome “Zot Chanuccà” che si traduce con “questa è Chanuccà”. Traduzione letterale ma non chiara e insufficiente… che cosa vuol dire?

Ebbene, come per tutte le cose, vi è una spiegazione semplice ed altre più profonde.

Durante i giorni di Chanuccà si legge il brano della Torà nominato “Chanuccàt haMizbeach”, ossia quello che descrive le offerte dei capitribù fatte nel momento della dedica dell’altare e del Tabernacolo (chanuccà significa inaugurazione e dedica).

Visto che i maccabei liberarono e ridedicarono il Santuario, i Maestri hanno deciso che questa è la lettura più adatta per questi giorni.

L’ottavo ed ultimo giorno di Chanuccà ha una lettura che inizia con le parole “Zot Chanuccàt hamizbeach…”, ossia “questo è [il reso conto] della dedica dell’altare”… e si procede ad elencare tutte le offerte effettuate durante quei giorni.

Questo è quindi il semplice motivo per il quale ci si riferisce a questo ultimo giorno di Chanuccà con il nome “zot Chanuccà”.

Cerchiamo di approfondirne un po’ il significato. Il numero otto, secondo la mistica, rappresenta ciò che è nascosto, ciò che non è visibile all’occhio perché trascende i limiti della natura. Perché proprio il numero otto? Semplice! Il ciclo della creazione e dell’esistenza, quindi dei limiti, è rappresentato dal numero sette (il ciclo della settimana che deriva dai sette giorni di creazione-riposo che tutti i popoli conoscono e rispettano).

La parola “zot” (questa) indica piuttosto ciò che è visible e quindi indicabile.

Arrivati all’ottavo giorno di Chanuccà, al culmine del miracolo, si vive una situazione positivamente paradossale: Si tratta di un miracolo che trascende i limiti della natura ma al tempo stesso è vissuto ed è visibile a tutti. “Zot” – possiamo indicare il miracolo, svelare ciò che normalmente rimane celato.

La stessa parola, “zot”, indica anche il patto della Milà (“zot beritì”) che si effettua l’ottavo giorno dalla nascita… anche qui si tratta di un patto che trascende l’esperienza conscia umana e la logica, per arrivare ad un legame che esiste sempre e nonostante qualuqnue ostacolo cerchi di distruggerlo.

Ci sarebbe ancora da approfondire ma per ora vi auguro un buon “Zot Chanuccà”!

Di rav Shalom Hazan


Cari Amici,

Che settimana piena di attività abbiamo passato!

La tradizionale mega-accensione della Chanucchià gigante in Piazza Barberini è stata un grande successo nonostante la pioggia. Con la presenza del Sindaco di Roma e centinaia di persone che cantavano Hanerot Hallalu è stato anche un momento di grande ispirazione. Clicca qui per leggere un’articolo e vedere un filmino e le fotografie.

Chanuccà al Parco Morelli è stato festeggiato nonostante anche qui, di lunedì, ci fosse una pioggia e un freddo che molti hanno preso in considerazione rimanendo a casa ma per i pochi che sono accorsi alla festa c’è stato un gran divertimento! Le giostre, i sevivonìm fatti con i CD (incuriositi?), la chanucchià grande e i regali…

Mercoledì abbiamo festeggiato la nascita di Leah, che porta il nome della bisnonna Leah Chazan (madre di rav Yitzhak). Il nonno ha descritto un po’ del grande sacrificio della madre nel crescere una famiglia osservante delle Mitzvòt nella Russia comunista. Si è augurato che la piccola Leah cresca in questo spirito e sia degna del nome che porta.

Adesso guardiamo un po’ in avanti verso la prossima settimana…

Il Tempio Colli Portuensi, il Circolo Ricreativo Le Palme e l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma presentano:

palmeassessorato

“Gli Ebrei a Roma – Una Storia Lunga 2000 Anni”

Due serate dedicate a questo tema si svolgeranno al Tempio dei Colli Portuensi il 22 e il 23 dicembre alle ore 20,30.

Il 22 dicembre avremo l’onore di ospitare il Circolo Ricreativo Le Palme che si esibirà con delle scenette umoristiche in Giudaico Romanesco.

“Robba de Piazza” – Alcune scene del lavoro teatrale a cura del prof. Alberto Pavoncello.

La sera del 23 dicembre si presenteranno dei brevi interventi sul tema della presenza millennaria degli ebrei a Roma.

Interverranno:

On. Federico ROCCA – Consigliere del Comune di Roma

Dott. Sergio TERRACINA – Professore ed Architetto
“Sinagoghe a Roma: dalle “cinque scole” al “Tempio maggiore”

Dott. Raffaele PACE – presidente Ebraismo e Dintorni
“Dal ghetto alla città”

Rav Shalom HAZAN – rabbino e direttore Ass. Centro Ebraico di Monteverde
“L’ebraismo romano antico sotto la lente internazionale”

Speriamo di vedervi!

Shabbat Shalom e buona fine di Chanuccà!
Rav Shalom e Chani Hazan

Sintesi della Parashà

Miketz

Genesi 41,1-44,17

La prigionia di Yosèf termina quando il Faraone sogna sette mucche grasse che vengono divorate da sette mucche magre e sette covoni di grano grassi che vengono ingoiati da sette covoni magri.

Yosèf interpreta i sogni spiegando che ci saranno sette anni di abbondanza seguiti da altrettanti Egli sposa Osnat, figlia adottiva di Potifar, con la quale ha due figli, Menashé ed Efraim.

Dieci dei fratelli di Yosèf vengono in Egitto per procurare grano, il minore, Binyamín, rimane col padre che teme per la sua incolumità. Yosèf riconosce i fratelli senza essere riconosciuto e li accusa di spionaggio, imprigionando Shimon come ostaggio e insistendo che portino Binyamìn in Egitto.

Ya’acòv permette al figlio minore di partire solo dopo che Yehudà ne assume la responsabilità. I fratelli vengono accolti gentilmente da Yosèf che li invita a mangiare con lui. Egli fa mettere una sua coppa nella sacca di Binyamìn che di conseguenza viene arrestato. Yosèf offre di lasciare i fratelli liberi tranne Binyamìn che dovrà rimanere come suo schiavo.

Tratto dal sito chabad.org, traduzione di Chani Benjaminson per chabadroma.org e pensieriditora.it

Chabad Lubavitch di Monteverde
18 dicembre 2009 – 1 Tevet 5770

Cari Amici,

Che settimana piena di attività abbiamo passato!

La tradizionale mega-accensione della Chanucchià gigante in Piazza Barberini è stata un grande successo nonostante la pioggia. Con la presenza del Sindaco di Roma e centinaia di persone che cantavano Hanerot Hallalu è stato anche un momento di grande ispirazione. Clicca qui per leggere un’articolo e vedere un filmino e le fotografie.

Chanuccà al Parco Morelli è stato festeggiato nonostante anche qui, di lunedì, ci fosse una pioggia e un freddo che molti hanno preso in considerazione rimanendo a casa ma per i pochi che sono accorsi alla festa c’è stato un gran divertimento! Le giostre, i sevivonìm fatti con i CD (incuriositi?), la chanucchià grande e i regali…

Mercoledì abbiamo festeggiato la nascita di Leah, che porta il nome della bisnonna Leah Chazan (madre di rav Yitzhak). Il nonno ha descritto un po’ del grande sacrificio della madre nel crescere una famiglia osservante delle Mitzvòt nella Russia comunista. Si è augurato che la piccola Leah cresca in questo spirito e sia degna del nome che porta.

Adesso guardiamo un po’ in avanti verso la prossima settimana…

Il Tempio Colli Portuensi, il Circolo Ricreativo Le Palme e l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma presentano:

palmeassessorato

“Gli Ebrei a Roma – Una Storia Lunga 2000 Anni”

Due serate dedicate a questo tema si svolgeranno al Tempio dei Colli Portuensi il 22 e il 23 dicembre alle ore 20,30.

Il 22 dicembre avremo l’onore di ospitare il Circolo Ricreativo Le Palme che si esibirà con delle scenette umoristiche in Giudaico Romanesco.

“Robba de Piazza” – Alcune scene del lavoro teatrale a cura del prof. Alberto Pavoncello.

La sera del 23 dicembre si presenteranno dei brevi interventi sul tema della presenza millennaria degli ebrei a Roma.

Interverranno:

On. Federico ROCCA – Consigliere del Comune di Roma

Dott. Sergio TERRACINA – Professore ed Architetto

Sinagoghe a Roma: dalle “cinque scole” al “Tempio maggiore

Dott. Raffaele PACE – presidente Ebraismo e Dintorni

Dal ghetto alla città

Rav Shalom HAZAN – rabbino e direttore Ass. Centro Ebraico di Monteverde

L’ebraismo romano antico sotto la lente internazionale

Speriamo di vedervi!

Shabbat Shalom e buona fine di Chanuccà!

Rav Shalom e Chani Hazan

Shabbàt al Tempio

Orari delle Tefillòt per Shabbàt 4-5 dicembre:

11 dicembre venerdì sera: 16,20

12 dicembre shabbàt mattina: 09,30

12 dicembre shabbàt pomeriggio: 16,15

Il Kiddush è offerto dalla famiglia Sabatello in onore della laurea di David Di Veroli
Hazzak!

Per offrire il Kiddush delle prossime settimane gentilmente contattare rav Shalom al 3927785792 o rispondendo a questa mail!
Grazie!


Gli incontri della settimana

mini-lezione 1:

venerdì sera tra Minchà e ‘Arvìt: lezione di Halachà

mini-lezione 2:

Shabbàt mattina prima della Tefillà lezione sul significato delle preghiere

Shabbàt pomeriggio dopo minchà:

lezione con rav Bahbout che parlerà della difficoltà provata dai fratelli di Yossef nel giustificarsi per il “furto” della sua coppa…

martedì 22 dicembre ore 20,30: Scenette in Giudaico Romanesco, Le Palme – vedi sopra

mercoledì 23 dicembre ore 20,30: “Gli Ebrei a Roma – Storia Lunga 2000 Anni” – vedi sopra

L’Otto Vincente

Carino il gioco di parole…si tratta appunto del numero otto e non del lotto…

Questo sabato, l’ottavo giorno di Chanuccà, è conosciuto nella letteratura rabbinica con il nome “Zot Chanuccà” che si traduce con “questa è Chanuccà”. Traduzione letterale ma non chiara e insufficiente… che cosa vuol dire?

Ebbene, come per tutte le cose, vi è una spiegazione semplice ed altre più profonde.

Durante i giorni di Chanuccà si legge il brano della Torà nominato “Chanuccàt haMizbeach”, ossia quello che descrive le offerte dei capitribù fatte nel momento della dedica dell’altare e del Tabernacolo (chanuccà significa inaugurazione e dedica).

Visto che i maccabei liberarono e ridedicarono il Santuario, i Maestri hanno deciso che questa è la lettura più adatta per questi giorni.

L’ottavo ed ultimo giorno di Chanuccà ha una lettura che inizia con le parole “Zot Chanuccàt hamizbeach…”, ossia “questo è [il reso conto] della dedica dell’altare”… e si procede ad elencare tutte le offerte effettuate durante quei giorni.

Questo è quindi il semplice motivo per il quale ci si riferisce a questo ultimo giorno di Chanuccà con il nome “zot Chanuccà”.

Cerchiamo di approfondirne un po’ il significato. Il numero otto, secondo la mistica, rappresenta ciò che è nascosto, ciò che non è visibile all’occhio perché trascende i limiti della natura. Perché proprio il numero otto? Semplice! Il ciclo della creazione e dell’esistenza, quindi dei limiti, è rappresentato dal numero sette (il ciclo della settimana che deriva dai sette giorni di creazione-riposo che tutti i popoli conoscono e rispettano).

La parola “zot” (questa) indica piuttosto ciò che è visible e quindi indicabile.

Arrivati all’ottavo giorno di Chanuccà, al culmine del miracolo, si vive una situazione positivamente paradossale: Si tratta di un miracolo che trascende i limiti della natura ma al tempo stesso è vissuto ed è visibile a tutti. “Zot” – possiamo indicare il miracolo, svelare ciò che normalmente rimane celato.

La stessa parola, “zot”, indica anche il patto della Milà (“zot beritì”) che si effettua l’ottavo giorno dalla nascita… anche qui si tratta di un patto che trascende l’esperienza conscia umana e la logica, per arrivare ad un legame che esiste sempre e nonostante qualuqnue ostacolo cerchi di distruggerlo.

Ci sarebbe ancora da approfondire ma per ora vi auguro un buon “Zot Chanuccà”!

Di rav Shalom Hazan

Sintesi della Parashà

Miketz

Genesi 41,1-44,17

La prigionia di Yosèf termina quando il Faraone sogna sette mucche grasse che vengono divorate da sette mucche magre e sette covoni di grano grassi che vengono ingoiati da sette covoni magri.

Yosèf interpreta i sogni spiegando che ci saranno sette anni di abbondanza seguiti da altrettanti Egli sposa Osnat, figlia adottiva di Potifar, con la quale ha due figli, Menashé ed Efraim.

Dieci dei fratelli di Yosèf vengono in Egitto per procurare grano, il minore, Binyamín, rimane col padre che teme per la sua incolumità. Yosèf riconosce i fratelli senza essere riconosciuto e li accusa di spionaggio, imprigionando Shimon come ostaggio e insistendo che portino Binyamìn in Egitto.

Ya’acòv permette al figlio minore di partire solo dopo che Yehudà ne assume la responsabilità. I fratelli vengono accolti gentilmente da Yosèf che li invita a mangiare con lui. Egli fa mettere una sua coppa nella sacca di Binyamìn che di conseguenza viene arrestato. Yosèf offre di lasciare i fratelli liberi tranne Binyamìn che dovrà rimanere come suo schiavo.

Tratto dal sito chabad.org, traduzione di Chani Benjaminson per chabadroma.org e pensieriditora.it

Chanucchiòt mobili a Manhattan…e una a Parigi

paris

Sefer Torà ricorda Mumbai

13 novembre, 2009

Questo weekend si svolge nella sede di Brooklyn la riunione annuale di circa 5,000 emissari del movimento Chabad Lubavitch nel mondo.

E’ stato scritto e inaugurato un Sefer Torah in memoria di Rav Gabriel e Rivka Holzberg, direttori del centro Chabad di Mumbai, e di tutte le vittime del massacro dell’anno scorso.

Alcune immagini della festività ieri sera a Brooklyn:

rav Yehuda Krinsky, segretario del Rebbe e attualmente direttore delle organizzazioni a capo del movimento Lubavitch, mette la corona sul Sefer.

Rav Yehuda Krinsky, segretario del Rebbe e direttore del consiglio mondiale Lubavitch, mette la corona

mantel
Rivestimeno del Sefer
rosenberg letter

rav Shimon Rosenberg, padre di Rivka, scrive una delle ultime lettere.

holzberg speak

rav Nachman Holzberg, padre di rav Gabi

rose hagbah

rav Rosenberg alza il Sefer (Hagbaha)

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Il Sefer viene portato con canti e balli al tempio del Rebbe

eastern2

eastern3

eastern4

rebbes st

Il Sefer Torà del Rebbe "viene incontro" a quello nuovo

hakafot

Le Hakafot (balli con tutti i Sefarìm)

Pubblicità

13 novembre, 2009

New Picture

L’ultimo ebreo di Kabul

14 ottobre, 2009

Vedi articolo su Corriere.it

…Su una finestrella ha appese alcune pagine di un giornale della comunità Lubavitch di New York. «Ogni tanto mi aiutano. Inviano qual­che soldo e a volte scatole di matzot (il pane azzimo per celebrare le feste, ndr.). In cambio prego per loro»….

Orari Accensione Candele a Roma

9 ottobre, 2009

Accensione delle Candele a Roma

Venerdì 09/10: 18,22

2° Giorno Mo’ed 10/10:

accendere da un fuoco già esistente dopo le

19,20


Uscita Mo’ed 11/10
19,18

Chabad Lubavitch, Succà in Piazza Farnese

6 ottobre, 2009

La Succà organizzata dal movimento Chabad Lubavitch in Piazza Farnese, con Patrocinio del Comune di Roma.

Succà di Chabad Lubavitch in Piazza Farnese. Foto Credit: Chabad Lubavitch

Succà di Chabad Lubavitch in Piazza Farnese. Foto Credit: Chabad Lubavitch