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Shabbat Shalom

1 gennaio, 2010
Chabad Lubavitch di Monteverde

1 gennaio 2010 – 15 Tevet 5770

Cari Amici,
Il grande maestro chassidico rav Levi Yitzchak di Berdiciov usava augurare “buon anno” in questo periodo. Molti si meravigliarono circa questa usanza visto che l’anno ebraico ha inizio a Rosh Hashanà… il rebbe di Berdiciov spiegò quindi che le date di altri popoli sono anch’essi importanti, parafrasando anche un versetto dei Salmi: “D-o conterà secondo le scritte dei popoli”… (basato su Salmi 87,6).

Shabbat Shalom!


Rav Shalom e Chani Hazan

Shabbàt al Tempio
Orari delle Tefillòt per Shabbàt 1-2 gennaio:
1 gennaio venerdì sera: 16,30
2 gennaio shabbàt mattina: 09,30
2 gennaio shabbàt pomeriggio: 16,25
Il kiddush di questo Shabbàt è offerto dalla famiglia Hazan in onore del compleanno di Mussi. Grazie!

Gli incontri della settimana
mini-lezione 1: venerdì sera tra Minchà e ‘Arvìt: lezione di Halachà
mini-lezione 2: Shabbàt mattina prima della Tefillà lezione sul significato delle preghiere
Shabbàt pomeriggio dopo minchà:

lezione con rav Bahbout

Foto della settimana

Un anonimo lettore ha inviato la foto nella quale si vede lo schermo di un mezzo pubblico a Roma che annuncia la festa di Hanuccà in Piazza Barberini…

barber

Pianto di Disperazione
La storia, e quindi la vita, è fatta di piccole vignette ma anche di vastissimi quadri. Spesso bisogna capire bene il quadro vasto per potere gestire meglio le piccole vignette…
Il racconto di Genesi si avvia verso la sua conclusione. Questa settimana si legge della morte di Yaacòv e della sua sepoltura a Hevron nella terra d’Israele. Conclusa con la sua morte l’epoca degli Avi, rimane la prossima generazione, “i fratelli”.
Un racconto: Dopo la morte del padre, i fratelli si rendono conto che Yossef (Giuseppe) non è più vicino a loro come lo era una volta.
I fratelli si spaventano. Non sarà che Yossef li ha sempre odiati per ciò che gli avevano fatto quand’era giovane? Non sarà che ora, morto il padre, si rivendicherà contro di essi in qualche maniera?
Convinti di questa loro idea, creano una “delegazione” di fratelli per farsi perdonare da Yossef.
Yossef sente le loro parole e piange mentre parlano…
“Voi pensavate di farmi del male [ma] D-o lo intese per il bene, per operare quel che avviene oggi, per manteren in vita un grande popolo”…
Secondo alcuni commentatori Yossef piange dalla disperazione. Come se dicesse “Ma come è possibile che stato ancora pensando a queste cose? Non vi rendete conto del fatto che tutto è progettato da D-o per un fine buono? Non avete forse notato che in qualche modo avrei dovuto arrivare in Egitto secondo un progetto Divino per essere la persona giusta al posto giusto nel momento giusto? Siete stati semplicemente delle pedine, protagonisti di una piccola vignetta che faceva parte di un vasto quadro”
“Ora che siete in Egitto, non è forse giusto riprendere l’opera degli Avi, iniziata da Avrahàm – quella di difondere tra tutti i popoli la conoscenza di un solo Creatore?”
La perdita di visione del riquadro vasto è infatti motivo di pianto.
Secondo un insegnamento del Rebbe di Lubavitch, è giusto piangere per i problemi del prossimo, ma non per i propri problemi. Per quanto riguarda se stessi bisogna alzare le maniche e mettersi all’opera…
rav Shalom Hazan