Posts Tagged ‘bereshit’

All’inizio…

16 ottobre, 2009
Chabad Lubavitch Monteverde

16-10-2009 | 28 Tishrì 5769

Cari amici,

In una metafora esposta dal Baal Shem Tov, gli angeli del giardino dell’Eden si svegliano un bel mattino per raccogliere le opere buone dei uomini della terra e presentarli al Creatore. Abituati a vedere Tefillìn, mezuzòt e opere buone di tutti i tipi, rimangono sbalorditi quel mattino alla vista di suole di scarpe consumate, cappelli sporchi e schiacciati, e così via. Così gli angeli raccoglitori si recano presso il loro capo, l’angelo Michael, per chiedergli una spiegazione.

“Ieri sera era Simchàt Torà”, spiegò l’angelo. “Gli ebrei si sono sforzati al massimo per ballare e gioire con la Torà. Questo è uno dei più grandi regali che possiamo portare dinanzi al Creatore…”

Qui al tempio dei Colli Portuensi questa metafora si è realizzata nella gioia e l’allegria che tutti hanno sentito nei canti e balli con i Sefarìm la sera di Simchàt Torà e nella festa il giorno dopo. Ci siamo accorti che presto dovremo cercare una sede più ampia!

Il Khattàn Torà, Giorgio Moresco, ha concluso il ciclo di lettura della Torà leggendo perfettamente l’ultima parte e domani Mauro Di Nepi, Khattàn Bereshìt, sarà onorato con la lettura dell’inizio di tutto…si ricomincia!

Rav Shalom Hazan
Direttore

Shabbàt al Tempio

Orari delle Tefillòt per Shabbàt 16-17 ottobre:

16 ottobre venerdì sera: 18,10

17 ottobre shabbàt mattina: 09,30
Il Kiddush e il rinfresco sono offerti dalla famiglia Di Nepi in onore del Khattàn Bereshìt, Mauro Di Nepi.

17 ottobre shabbàt sera: 18,10 Minchà e ‘Arvìt

Per offrire il prossimi Kiddush gentilmente contatta Rav Shalom. Grazie!

Riprendono le Lezioni!

Al tempio Colli Portuensi lunedì 19 ottobre alle 20 riprende la lezione di Tanya e Talmud. Continueremo il viaggio nella profondità dell’anima come esposto sul Tanya e inizieremo un nuovo trattato talmudico, quello di Ta’anìt. Questo trattato, come suggerisce il nome, tratta le leggi dei digiuni minori (ossia non Kippur) ma come ogni trattato del Talmud approfondisce e tocca su miriadi di concetti e situazioni. La prima parte, ad esempio, tratta il concetto di ricordare e pregare per la pioggia, cosa che abbiamo iniziato a fare da poco nella Tefillà. (La lezione è per uomini dai 18 anni).

Riprende anche la lezione del mercoledì sul pensiero ebraico. Ore 20,30 per uomini e donne.

Il Progetto Talmud organizzato da rav Yitzhak Hazan riprende domenica 18 ottobre ore 20 a via Balbo con una lezione su Bereshìt tenuta dallo stesso rav.

La lezione è in memoria di Marlene Gabizon Tesciuba.

(E’ possibile dedicare le prossime lezione in memoria di un caro. Rispondi a questa mail).

Link della Settimana

Corriere.it: L’ultimo ebreo di Kabul

“…Non sa l’ ebraico, se non poche sbiascicate parole delle preghiere. Parla in dari. Su una finestrella ha appese alcune pagine di un giornale della comunità Lubavitch di New York. «Ogni tanto mi aiutano. Inviano qualche soldo e a volte scatole di matzot (il pane azzimo per celebrare le feste, ndr.). In cambio prego per loro». Dovrebbe essere nato nel 1959. Cinquant’ anni portati decisamente male. Ma aiuta dirgli che sta benissimo e sembra più giovane. Se lo si mette di buon umore il suo racconto diventa uno spaccato affascinante della storia della comunità ebraica afghana. Si narra sia antica di oltre 2.500 anni, che risalga ai tempi del primo esilio babilonese….”


Sintesi della Parashà

1. Sette giorni della Creazione. 1° giorno: creazione della luce e sua separazione dall’oscurità. 2° giorno: creazione di una distesa fra le acque, del cielo e separazione fra le acque al di sotto e al di sopra della distesa. 3° giorno: creazione del mare radunando le acque in modo che si veda la terraferma, creazione di quest’ultima e della vegetazione. 4° giorno: creazione del sole, la luna, delle stelle e loro posizionamento nel cielo. 5° giorno: creazione dei pesci, degli uccelli e dei giganti marini. 6° giorno: creazione degli animali e dei rettili. Creazione di Adàm e Chavà. 7° giorno: santificazione dello Shabbàt.

2. Il serpente spinge la donna a mangiare il frutto proibito. La donna mangia e invita il uomo a fare lo stesso. Maledizione del serpente ed espulsione dell’uomo e della donna dal Gan ‘Eden.

3. Nascita di Caino ed Abele (Kain e Hevel). Sacrifici di entrambi e lite tra i fratelli. Kayin uccide Hevel. Maledizione di Kayin. La sua discendenza.

4. Le discendenze di Adamo fino a Noach.

(adattato dal Khumash Bereshìt edizione Mamash)

Perché si inizia dal secondo?

Perché la Torà inizia con la seconda lettera dell’alfabeto, la bet, e non con la prima, la alef? Perché il mondo è stato creato per due – bet – principi: la Torà e Israel (Rashì).

Il Rebbe di Lubavitch approfondisce il concetto ulteriormente: essa inizia con la bet, la seconda lettera, perché lo studio della Torà è solo una seconda fase, che deve seguire una seria preparazione, in cui è necessario meditare sulla santità e la grandezza di Colui che ci ha dato la Torà. Agendo altrimenti, si rischierebbe di studiarla con un approccio sbagliato, consideradola semplicemente un libro di morale o di saggezza. Solo dopo questo percorso di riflessione è possibile passare alla seconda fase – quella dello studio vero e proprio – il cui scopo essenziale è di avvicinarci e di unirci a Hashem. Infatti, ome scrivono i saggi, per studiaare la Torà occorre Emunà, fede, che iniza con la alef, la prima lettera dell’alfabeto.

La Khassidùt inotlre spiega: in pirncipio, prima di tutto, l’ebreo deve sapere che Dio ha creato il cielo e la erra: alla base di tutta la sua esistenza deve trovarsi la consapevolezza del fatto che ci sia Hashem, Colui che ha creato il mondo e che lo guida sempre.

Tratto dal Khumash Bereshìt edizione Mamash