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Pioggia e Sudore

2 aprile, 2010

Cari amici,

Il senso più semplice e di base delle preghiere quotidiane nell’ebraismo, è quello di richiedere le proprie esigenze al Creatore. Sia quelle personali che le esigenze generali dell’umanità. Per questo motivo in un determinato periodo dell’anno si chiede la pioggia, mentre quando si arriva a Pesach (che corrisponde alla primavera) si cessa di chiederla.

La nuova richiesta per la pioggia avrà inizio due settimane dopo la festività di Succòt nell’autunno. Perché due settimane dopo e non alla fine della festa stessa? Poiché all’epoca che si effettuavano i pellegrinaggi al Santuario di Gerusalemme, si fece un gesto di considerazione verso coloro che dopo la festa avrebbero dovuto impiegare molto tempo sul viaggio di ritorno a casa. Non sarebbe carino chiedere la pioggia sapendo che i viaggi di altre persone potrebbero diventare estremamente difficoltosi a causa di essa.

In teoria questa logica avrebbe dovuto essere seguita anche nel caso contrario: Avremmo dovuto cessare la richiesta per la pioggia due settimane prima di Pesach per rispetto di coloro che in quei momenti si mettevano in viaggio per il pellegrinaggio di Pesach… Eppure non è così. La richiesta per la pioggia continua sino alla vigilia di Pesach.

Troviamo nell’ebraismo che la prima mitzvà trasmessa direttamente da D-o è quella della Milà (circoncisione). Perché proprio questa?

Forse il Sig.re ci voleva insegnare che anche tutte le altre Mitzvòt dovrebbero lasciare un segno sulla persona, in maniera simile alla Milà.

Per un segno si intende anche la fatica ed il sudore che garantiscono che le mitzvòt effettuate diventino una parte della persona e non rimangano su un livello superficiale.

Potrebbe essere questo un motivo della “mancata considerazione” nella richiesta della pioggia. A Gerusalemme bisognrebbe andarci anche sotto la pioggia ed anche con grande fatica, cosa che contribuirà ad un’esperienza vissuta molto più profondamente e non facilmente dimenticabile.

La festa di Pesach oggi non è tanto diverso, per i molti preparativi e le fatiche che lo precedono. Eppure, potrebbe essere la festa più amata dal popolo ebraico.

Forse ora si capisce il motivo…

Shabbat Shalom e Hag Sameach!

Rav Shalom Hazan