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L’Educazione Come Garanzia

2 dicembre, 2011
La Parashà racconta di come un unico ebreo andò ad un paese per lui nuovo e strano, ove arrivò con le tasche vuote. Nonostante avesse lasciato la propria casa con tutto l’occorrente, un suo nipote, Elifàz figlio di ‘Essàv, fu mandato a ucciderlo. Ya’acòv riuscì a convincerlo di accontentarsi dei suoi beni che Elifàz prese lasciandò Ya’acòv impoverito.
Arrivato a Charàn, Ya’acòv non trova nessuna persona di fiducia (a parte le proprie mogli, chiaramente). Suo zio, Lavàn, lo ha ingannato. Lui comunque non perde la sua fede in D-o. Per molti anni lavora duramente e alla fine viene ricompensato, anche con la ricchezza, ma più importantemente con figli che seguono la via del loro padre, del nonno Yitzchàk e del bisnonno Avrahàm.
Da questa storia emerge un fatto sorprendente. Avrahàm ebbe un figlio che lo seguì ma anche un’altro che non lo fece, Yishmaèl. Anche Yitzchàk ebbe un figlio che diventò un malvagio, ‘Essàv. Sia Avrahàm che Yitzchàk allevarono i propri figli in casa nella Terra Santa ma ciò non fu garanzia del loro benessere spirituale.
I figli di Ya’acòv, dall’altro canto, nacquero in esilio, in quella che poi sarà chiamata la diaspora. Egli lavorava molto, anche di notte, e al tempo stesso dovette stare attento all’educazione dei figli e delle figlie in un ambiente estraneo che non conosceva il modo di vita di Avrahàm e Yitzchàk.
Nonostante tutto ciò, è proprio lui che meritò una progenia di giusti.
Questa storia di Ya’acòv si riflette anche nella storia dei suoi nipoti in tutte le generazioni. Le promesse di popoli e persone a noi ostili finiscono nel nulla. L’unico appoggio vero che abbiamo è quello di D-o, con il quale comunichiamo attraverso la Torà e le mitzvòt.
Ciò ci insegna che non è solamente l’ambiente o il luogo nel quale ci si trova che garantisce la continuità, ma è l’autentica educazione ebraica che ce le può garantire anche quando l’ambiente non è il massimo.
Di rav Shalom Hazan
Basato sulle opere del Rebbe zz”l
Scintilla
Il versetto dice degli ebrei nel deserto che camminarono per tre giorni “e non trovarono acqua” (Shemòt 15, 22). Dissero i saggi che l’acqua è anche un allusione alla Torà. I profeti hanno quindi istituito che si legga la Torà di Shabbàt, di lunedì e di giovedì in modo che non trascorrino tre giorni senza sentire la Torà…
Talmùd, Baba Kama 82a

Educazione: Casa o Scuola?

27 novembre, 2009

Chi ha la responsabilità maggiore nell’educare le nostre prossime generazioni, i genitori o i maestri? La casa o la scuola? Mentre la logica ci detta che sono i genitori coloro che dovrebbero assumere la maggiore responsabilità, le azioni del pubblico parlano un’altra lingua. Scuola, programmi dopo-scuola, babysitter, PlayStation e Wii, fanno sì che genitori a volte vivono vite paralleli che si incrociano sempre di meno.

Questa settimana leggiamo il racconto di Giacobbe, Ya’akòv, esce dalla propria casa per arrivare in un paese per lui nuovo e strano. Arrivato alla città dello zio Labano, la città di Charàn, Ya’acòv non trova nessuna persona di fiducia. Suo zio, Lavàn, lo aveva ingannato. Lui comunque non perse la sua fede in D-o

Per molti anni lavorò duro e alla fine venne ricompensato, anche con la ricchezza, ma più importantemente con figli che seguono la via del loro padre, del nonno Yitzchàk e del bisnonno Avrahàm.

Da questa storia emerge un fatto sorprendente. Avrahàm ebbe un figlio che lo seguì ma anche un’altro che non lo fece, Yishmaèl. Anche Yitzchàk ebbe un figlio, Esaù, che non seguù la strada da lui indicata Sia Avrahàm che Yitzchàk allevarono i propri figli nella Terra Santa ma ciò non funse da garanzia per il loro benessere spirituale. I figli di Ya’acòv, da’altro canto, nacquero in “esilio”. Egli lavorava molto, anche di notte, e al tempo stesso dovette stare attento all’educazione dei figli e delle figlie in un ambiente estraneo che non conosceva il modo di vita di Avrahàm e Yitzchàk.

Nonostante tutto ciò, è proprio lui che meritò una progenia di giusti. La storia di Ya’acòv si rispecchia anche nella storia dei suoi nipoti in tutte le generazioni. Non è tanto il luogo nel quale ci troviamo quando il comportamento e il modo di vita che portiamo avanti che garantisce la continuità.

La Terra Santa di per sé non garantisce la santità dei suoi abitanti. Genitori che hanno la saggezza di trovare più tempo per i propri figli hanno poi la possibilità di godere di una posterità che li porta onore in qualunque luogo si trovino.

di rav Shalom Hazan