La Parola ai Hattanìm

L’onore della Torà

Ho avuto l’onore di essere scelto come Hatan Torà da Rav Shalom Hazan ed ho provato in quei giorni (e anche ora…) una felicità veramente particolare.

E’ una gioia intima, del tutto personale ed anche difficile da esprimere, ma essere “lo Sposo della Torà” è stato da sempre per me il massimo riconoscimento che un ebreo possa avere. All’orgoglio di essere scelto tra tanti, alcuni sicuramente più meritevoli del sottoscritto, si è aggiunta la consapevolezza di una responsabilità presa nei confronti di KBU ma soprattutto verso me stesso.

Dal giorno della scelta fino all’arrivo della cerimonia, mi ha accompagnato lo studio della Parashà e la preparazione di una bella festa condividendo, giorno per giorno, questo grande onore con la mia famiglia, gli amici e tutti i frequentatori del Tempio.

Solo chi ha partecipato può capire la gioia contagiosa di tutti i partecipanti; parenti e amici, grandi e bambini tutti hanno avuto il loro momento di felicità. Canti e balli hanno accompagnato la cerimonia e tutti, anche i bambini, hanno avuto la possibilità di portare un Sefer e di salire in Tevà a festeggiare.

Un ringraziamento particolare agli amici del Tempio Colli Portuensi che mi hanno aiutato e sostenuto durante le preghiere (Alberto, Fabio, Eugenio, ‘Zi Picchio e tutti gli altri) e ad Alberto Levi, Hatan Bereshit, non solo per aver organizzato insieme il Kiddush per tutte le festività senza nessun problema ma, soprattutto, per la sua opera instancabile all’interno del Tempio.

Rav Shalom Hazan e Rav Mino Bahbout, che ringrazio personalmente per le belle parole che mi hanno detto durante e dopo la festa, sono stati molto apprezzati dal pubblico per le loro Derashot spiegate, come sempre, con un linguaggio semplice e coinvolgente. Credo che chi ha avuto la fortuna di essere presente porterà con se il ricordo di una serata e di due giornate meravigliose.

Una parola anche su Rav Shalom; a lui un ringraziamento particolare per avermi concesso questo immenso Kavod del quale porterò sempre un ricordo indelebile. Ho avuto il privilegio di conoscerlo quando era ancora un ragazzo, adesso è un Rav che guida in modo egregio questo nuovo Tempio.

Un ultima menzione vorrei farla proprio riguardo al Tempio. Sono passati appena due anni dalla sua apertura e le presenze  sono in costante aumento, cosi come le iniziative di studio e approfondimento proposte da Rav Shalom e dalla sua  infaticabile moglie Chani, sempre animati dal desiderio di dedicarsi alle nuove generazioni e di avvicinarle allo studio dell’ebraismo.

Il mio desiderio è di invitare chi non lo ha mai frequentato a passare un venerdì sera o uno Shabat da noi. Si renderà conto dell’atmosfera sempre calda e del coinvolgimento di ognuno dei partecipanti. Chiunque se la sente può officiare le preghiere, con il rito a lui più congeniale e partecipare attivamente a tutte le iniziative. Sarà immediatamente accolto con gioia e da subito coinvolto nella vita del Tempio. Vi aspettiamo, sarete i  benvenuti.

Raffaele Pace
Hattàn Torà

L’esperienza di essere Hattàn Bereshìt

“Sei stato nominato Hatan Bereshit del nostro Tempio!”

Queste le parole del mio Rav che in un caldo giorno della scorsa estate mi hanno letteralmente proiettato verso un’esperienza unica, che non avrei mai saputo immaginare se non mi fosse stata data direttamente l’opportunità di avere in prima persona questo onore nonché di viverne gli effetti.

Perché unica?

Per il senso di responsabilità, l’emozione e la gioia che mi hanno gradualmente pervaso, giorno dopo giorno, in un crescendo continuo che ha raggiunto il culmine proprio a Shabat Bereshit , con la lettura di una parte della Parashà. In quel periodo è come se avessi quasi potuto “toccare con mano” ciò che l’avvicinamento alla Torà trasmette già normalmente a chi vi si avvicina anche solo di poco; ho “sentito” interiormente, ed in modo molto particolare, la “forza” della continuità della lettura e dello studio della Torà e la sua assoluta necessità per poter affrontare con lo strumento migliore – la Torà, appunto – le esperienze che la vita ci pone davanti.

Non ringrazierò mai abbastanza chi mi ha scelto per questo incarico che mi ha certamente arricchito interiormente facendo sì che il desiderio di avvicinarsi sempre di più alla Torà (nei molti modi possibili) diventasse maggiore. E già questo, da solo, è un altro aspetto positivo in quanto il tutto non si è risolto solo con la lettura della Parashà, ma ha sviluppato in me effetti positivi anche per il futuro; effetti che ormai sano parte di me e della mia famiglia che come – ed insieme a me – ha vissuto questa meravigliosa esperienza.

Alberto Levy
Hattàn Bereshìt

Una Risposta to “La Parola ai Hattanìm”

  1. Massimo Micciulli Says:

    Rinnovo i miei auguri ad Alberto e Raffaele che hanno contribuito ad infondere serenità e luce nel nostro amato Tempio di via dei Colli Portuensi.

    Chazach

    Massimo

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